Valter Mattoni

Valter Mattoni


Via Pescolla 1

Castorano (AP)

Tel.73687329 

info@valtermattoni.it

 

valtermattoni.it

 

Valter “la roccia” Mattoni è imbianchino di professione, viticoltore per vocazione.

Addentrandosi nel Piceno, a Castorano, circondati dal tipico affascinante paesaggio di calanchi, si percepisce immediatamente che quello è un ter- ritorio di vino, costellato di cantine che si incontrano nello spazio di pochi chilometri. Poi, esattamente quando il navigatore satellitare dice di imboccare una stradina dalla dubbia percorribilità, ecco, quello è il momento in cui si è giunti a destinazione. Via Pescolla numero uno, una casa di campagna, che nel retro nasconde un tesoro. Trovandosi da quelle parti nel tardo pomeriggio si incontrerà sicuramente un losco individuo, di un biondo quasi ossigenato e dall’accento strettamente piceno: è l’incontenibile Valter, il padrone di casa. Da ragazzo aiutava i nonni in campagna e ricorda ancora la fatica per la gestione della vigna di famiglia allevata a “conocchia”.

La famiglia di Valter fa vino da sempre, e Valter da sempre lo beve. È noto che le grandi idee vengono spesso davanti a del buon cibo e del buon vino, ed è proprio in questo modo, trovandosi quasi tutte le sere attorno ad una tavola con amici e colleghi produttori più o meno noti della zona, che Valter decide di fare sul serio. Correva l’anno di un importante riconoscimento per un grande vino, il Kurni dell’amico Marco Casolanetti, ed ecco che per gli altri vignaioli avviene un’epifania: tutto diventa possibile. Valter nel 2000 acquista la sua prima barrique e nasce l’Arshura, da uve montepulciano.

Dal 2006 produce appoggiandosi alla vicina cantina Clara Marcelli, mentre ora, da tre vendemmie il factotum Mattoni si è costruito la sua cantina e ne dirige sapientemente i lavori di ampliamento. Qui, produce in autonomia quattro splendidi vini coadiuvato dal padre Gaspare e dal nipote, Andrea.

I suoi pochi ma preziosi ettari sono dislocati in cinque differenti appezza- menti, ma in questo momento gli spazi vitati sono in procinto di aumentare. Valter infatti desidera piantare diversi cloni di montepulciano, per avere delle possibilità di assemblaggio per l’Arshura.

In vigna Valter è meticoloso, come nonno Giuseppe insegna, e genuino, come nella vita: zolfo e rame in piccole percentuali, ortica, aglina, e la zeolite il cui uso in vigna è una sperimentazione di un progetto di ricerca regolamentato da una convenzione tra il Consorzio ViniVeri e l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ci si innamora facilmente dei suoi vini, perché sono lo specchio del loro produttore, veri. Persino esteticamente nascono in piena sintonia con il personaggio che li produce. Tappo a corona e bottiglia in vetro trasparente, per il trebbiano e per l’ex Cosecose, il rosato da montepulciano. Caratteri delle etichette che si sfocavano sempre di più lettera dopo lettera. Già dall’impatto visivo, si sapeva che si sarebbe arrivati in fondo alla bottiglia... piuttosto felici. Ora è cambiata l’estetica, per adattarsi anche alla commercializzazione le bottiglie indossano un abito più elegante, ma la sostanza è sempre la stessa. Cosecose è diventato un interessante sangiovese, Trebbien è un trebbiano come nelle Marche non se ne vedono, un ettaro di vigneto di 40 anni riesce a regalare un vino schietto dalla rustica finezza, dal naso contadino, che riporta alla memoria olfattiva la trebbiatura. Arshura, soddisfa la sete infuocata. Montepulciano in purezza, sosta nelle barriques precedentemente utilizzare per ospitare il Kurni, è pieno, prorompente e straordinariamente equilibrato. Proiettato nel futuro. Rossobordò, la ritrovata grenache o cannonau storica- mente presente nel territorio, bordò per i marchigiani, nell’interpretazione di Valter che come altri produttori del Piceno ne ha compreso le potenzialità recuperando vecchie vigne e reimpiantandone di nuove.

Le scorte sono poche ma la cantina sempre aperta e “la roccia” in continuo fermento, accoglierà i visitatori con grande simpatia e li intratterrà con pit- toreschi racconti, di vita e di vigna servendo il suo vino con le mani ancora fresche di pennellate di vernice.

 

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