Cascina degli Ulivi

Stefano Bellotti


Strada Mazzola 14

Novi Ligure (AL)

Tel.0143744598

info@cascinadegliulivi.it

 

cascinadegliulivi.it

 

L’approccio è laico, il programma preciso: “Il vino è per definizione la trasformazione del succo di uva a mezzo della fermentazione. Tutto ciò che viene aggiunto, tolto, e tutte le forzature del processo sono artifizi, atti a produrre ‘bevande a base di succo di uva fermentato’. Da sempre produciamo vini naturali, senza alcun additivo, a partire solo dalle uve delle nostre vigne coltivate con il metodo biodinamico. L’arte di fare il vino è quella di accompagnare un processo naturale nel suo divenire. Per ogni vino si sceglie un tipo di vinificazione differente nel tentativo di interpretare al meglio le uve. Non usiamo lieviti selezionati, né enzimi, né nessun altro tipo di additivi enologici”. La Cascina degli Ulivi alla famiglia Bellotti appartiene dal 1930: Stefano, con la moglie Zita, ha deciso di vivere qui a contatto con la terra, nel silenzio e nella straordinaria bellezza di questa campagna. “Ho iniziato ad occuparmi di agricoltura nel 1977, a 18 anni, riprendendo la piccola azienda di famiglia dove era rimasto non più di un ettaro di vigna” spiega Stefano: Oggi ci sono 22 ettari di vigna, seminativi, orto, allevamento e animali. Scrive Marco Arturi: “L’arte di fare vino è accompagnare un processo naturale nel suo divenire, secondo Stefano Bellotti. Pochi possono dirlo con più cognizione di causa, visto che ha deciso di mettere in pratica i principi della biodinamica quando veniva considerata una specie di capriccio new age. Te ne accorgi dalla lingua ribelle parlata dai suoi vini”.

Alla vigna si accompagnano un piccolo ristorante agrituristico con specialità locali e un bed&breakfast, con alcune camere e numerose proposte di itinerari.

 

e un'altra storia...

 

Stefano Bellotti ha un approccio laico e schietto. A chi gli chiede della “filo- sofia aziendale” risponde che a Cascina degli Ulivi c’è molta più pratica che filosofia. Per descrivere Stefano prendiamo in prestito una frase di Jonathan Nossiter, che ne ha fatto uno dei protagonisti del suo docufilm “Resistenza naturale”: “Bellotti è un uomo schietto e carismatico, con una luce - quasi un laser - perenne negli occhi. Ha mani solcate come i terreni collinari che cura scrupolosamente. Inequivocabilmente contadino, non dovremmo però stupirci davanti alla sua stupefacente capacità di articolare i concetti più complessi. È un nuovo contadino. Di quelli che hanno forse rubato agli artisti il ruolo di contestatori dello status quo”.

Cascina degli Ulivi appartiene alla famiglia Bellotti dal 1930: Stefano ha deciso di vivere qui a contatto con la terra, nel silenzio e nella straordinaria bellezza di questa campagna. “Ho iniziato a occuparmi di agricoltura nel 1977, a 18 anni, riprendendo la piccola azienda di famiglia dove era rimasto non più di un ettaro di vigna e - con l’aiuto e l’insegnamento di un anziano vicino, analfabeta ma appassionato e competente - ho iniziato a vinificare ‘senza enologia’”. Stefano, presidente della sezione italiana di “La Renaissance des Appellations”, è uno dei pionieri dell’agricoltura biodinamica in Italia (l’azienda agricola pratica il metodo biodinamico dal 1984): “È stato deter- minante l’incontro con Luigi Brezza della tenuta Migliavacca di San Giorgio Monferrato, forse il primo in Italia a proporre questo metodo”.

In Biodinamica l’azienda agricola è vista come una parte di quell’insieme vivente costituito dalla terra e dagli organismi viventi che la popolano. “Noi cerchiamo l’accordo, l’armonia e le cooperazione con la natura e le forze della vita. Credo che la vera rottura sia di chi va contro la vita e le leggi della natura con abusi, forzature, artifici. Spesso noi siamo visti come matti, ribelli o altro. Ma i veri pazzi sono ben altra cosa: quelli che uccidono il suolo con i diserbanti ad esempio”. La posizione di Stefano sulla definizione di vino “naturale” è chiara: “Il vino è per definizione la trasformazione del succo di uva a mezzo della fermentazione, che di per sé è un processo naturale che noi dobbiamo solo accompagnare. Un vino si fa in vigna e solo in vigna, in cantina è sufficiente dare le condizioni per cui il succo d’uva si trasformi in vino, metterlo sulla strada, poi fa tutto da solo. Non usiamo lieviti selezionati, né enzimi, né nessun altro tipo di additivi enologici, solforosa compresa. Se poi, per intendersi riguardo a un metodo di vinificazioni pulito e senza artifici enologici, vogliamo usare il termine “naturale”, a me va bene”.

I vini di Cascina degli Ulivi hanno il marchio Triple “A”, sono certificati Agribiodinamica e Bios. Tra i bianchi, il “Semplicemente Vino Bianco”, un Cortese in purezza con tappo a corona (“è economico, sicuro, riciclabile”) sulla cui etichetta ci sono le parole-chiave “Biodinamico, naturale, autentico”. Tra i rossi, il Dolcetto del Monferrato Nibiô Terre Bianche appartiene alla tradizione più antica della zona Tassarolo e Gavi, fatto con uve dolcetto a graspo rosso un antico biotipo coltivato qui da più di 1.000 anni.

Se si vuole aggiungere un aggettivo al vino di Stefano è “artigianale”: “Signi- fica che ci metti le mani, che conosci le tue piante una per una, le tue vasche giorno per giorno”. Una posizione che confina con una convinzione “politica”: “Un vino artigianale è meglio a prescindere, dal punto di vista etico, sociale, economico, ambientale e non ultimo di verità del gusto”.

A Cascina degli Ulivi lavorano oggi una ventina di persone, non solo sui 22 ettari di vigna - tra cui alcune vigne vecchie (da cui viene ad esempio il Montemarino Monferrato Bianco) - ma anche nelle altre attività, ristorazione, orticultura, allevamento, coltivazione di cereali e panificazione. Alla vigna si accompagnano un ristorante agrituristico (tra le specialità il farro mono cocco e la mostarda piemontese), un bed & breakfast, con alcune camere e numerose proposte di itinerari e una fattoria didattica.

 

Ben Harper, Charlie Musselwhite - I'm In I'm Out And I'm Gone