Cascina Fornace

Enrico Cauda


Fraz. S. Antonio, 29/A

S.Stefano Roero (CN)

Tel.3332038618

cascinafornace@gmail.com

 

Cascina Fornace è una piccola ma significativa realtà a Santo Stefano Roe- ro. Ci troviamo tra le colline del Roero, dichiarate dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Asperità che si elevano, ripidissime, per massimo 400 metri, e si susseguono quasi inseguendosi, cosparse di vigneti. Qui Enrico Cauda, con il fratello Emanuele, ha avviato l’attività di vignaiolo. Enrico aveva un lavoro ad Asti, come progettista meccanico, ma poi ha voluto riprendere a coltivare i vigneti di suo padre. Ha preso in affitto qualche altra vigna ed ha iniziato a coltivare Nebbiolo e Arneis, agricoltura biodinamica. L’avventura inizia nel 2009 e nel 2011 la prima vinificazione.

I vigneti di Enrico sono su terreni sabbiosi e molto ripidi; qui si lavora tutto a mano e coltivare la vigna è fatica, ci vuole passione, determinazione e queste a Enrico non mancano.

I terreni qui non hanno i prezzi delle Langhe o di Barolo, è ancora possibile comprarli e, soprattutto, trovi chi è disposto ad affittarli con contratti lunghi che ti consentono di fare un buon lavoro sui suoli. Quando si converte in biologico e biodinamico il problema è rivitalizzare il terreno. Ed è quello che sta facendo Enrico con la terra che ha preso in affitto; un lavoro intenso e di studio, attraverso l’inserimento in vigna di graminacee, leguminose e spezie. Le vigne sono coltivate a guyot, la concimazione solo con sovescio e preparati biodinamici. Gli unici trattamenti adottati sono zolfo e poltiglia bordolese, con basse dosi di rame e aggiunta di propoli. Enrico aveva la certificazione biologica ma vi ha rinunciato nel dicembre 2015. “Troppa burocrazia” è il lapidario commento. Le sperimentazioni che Enrico porta in vigna sono frutto dal proposito di praticare un’agricoltura sostenibile, esito del confronto con altri vignaioli che in questo territorio hanno volontà di produrre vino nel rispetto della natura e della salute. Il territorio si fa insieme, per dar valore anche all’idea di apprendere dalla terra che si abita: insieme per ora ad altre due aziende, Valfaccenda e Alberto Oggero, Enrico ed Emanuele hanno fondato l’associazione “Solo Roero” (a pag. 219), con l’obiettivo di promuovere un territorio e la specificità dei suoi vitigni, attraverso un’agricoltura sostenibile. “Qui il contadino è molto tradizionalista, - ci racconta Enrico - ti dice si è sempre fatto così e fa fatica a cambiare, invece i giovani, che sono stati fuori da qui e poi ritornano, sono aperti all’innovazione e propongono un’agricoltura sostenibile”.

Il Roero, un po’ compresso dalla fama vitivinicola delle Langhe, può credere di più nelle sue potenzialità e nella specificità delle sue produzioni. A Cascina Fornace in cantina ci si affida a fermentazioni spontanee, senza l’aggiunta di lieviti selezionati e senza l’uso di vasche refrigerate per il con- trollo delle temperature. Le percentuali di solforosa sono mantenute molto basse e non si praticano filtrazione e chiarifica. Il Roero DOCG è un Nebbiolo in purezza che nei profumi unisce sentori di frutta rossa e spezie. L’Arneis è invece un vino ammiccante, un po’ ruffiano. Nei profumi richiama fiori bian- chi e frutta fresca, in bocca leggermente acidulo con retrogusto amarognolo. Cascina Fornace propone anche un rosso, Nebbiolo in purezza, in bottiglia da un litro. L’idea di Cascina Fornace è di proporre un vino che già nell’abito richiami la convivialità e la voglia di stare insieme. Un vino diretto che si fa apprezzare, a tal punto che nella bottiglia da 750 cl... finirebbe subito. Una visita a Cascina Fornace consente di conoscere Enrico (ed è sempre il modo migliore di apprezzare un vino.) Peraltro in un’escursione in Roero e nell’Astigiano è possibile, in qualche trattoria tradizionale, trovare nella carta dei vini anche quelli di Cascina Fornace. Un buon risultato per un giovane vi- gnaiolo che ha creduto nella possibilità di costruire futuro tornando alla terra.

 

Brett Young - In Case You Didn't Know