Forteto della Luja

Giovanni Scaglione


reg. candelette 4

Loazzolo (AT)

tel.0141831596

info@fortetodellaluja.it

 

fortetodellaluja.it

 

L'azienda Agricola Oasi affiliata WWF Forteto della Luja di Loazzolo (AT) nella Langa Astigiana è giunta alla conduzione del suo attuale titolare Giovanni Scaglione dalla famiglia materna del padre Giancarlo Scaglione. La madre di Giancarlo, nonna di Giovanni, Teresa Novelli era figlia unica. La sua famiglia aveva fondato l'azienda 5 generazioni prima, sul finire del '700 su terreni in parte precedentemente posseduti dalla famiglia nobiliare dei Gancia di Canelli con cui i Novelli avevano da anni rapporti di amichevole devozione. Il padre di Teresa, Tommaso Novelli (detto Masin d'Russ) era infatti figlio di contadini, ma aveva modi signorili e si era già distinto tra gli Alpini della prima guerra mondiale che difendevano il Carso, tanto da conseguire l'onoreficenza di Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto "per riconosciuti meriti combattistici". Tornato incolume dalla guerra aveva ripreso a occuparsi dei vigneti di Pinot Nero, Barbera e Moscato piantati precedentemente da suo padre Michele, della vinificazione e dell'imbottigliamento, forse anche nel tentativo di emulare in parte la nobile famiglia dei Gancia di cui si onorava di essere conferente e che qualche volta accompagnava come guida nelle battute di caccia tra i boschi di Loazzolo. Col tempo Tommaso si era anche guadagnato il rispetto degli altri loazzolesi tanto da diventarne, tra le due guerre Vice Podestà. Considerato uomo di carattere fermo ma giusto e generoso, tra il 1942 e il '43 ospitava e nascondeva piccoli gruppi di partigiani dietro un doppio muro ricavato proprio nella sua cantina di vinificazione. In quegli anni la figlia Teresa amava leggere e studiare tanto da ottenere un posto da impiegata presso l'uffico postale del paese e nel 1940, sposandosi con Egisto Scaglione di Santo Stefano Belbo, il paese di Cesare Pavese, portava in dote al marito i fabbricati e gran parte dei vigneti tutt'ora coltivati dal nipote Giovanni Scaglione a Loazzolo. Si trattava allora di una piccola proprietà successivamente e lentamente ingrandita negli anni con acquisti o affitti di terreni vocati fino a raggiungere oggi poco più di 16 ettari di cui circa 9,5 ettari di ripidi vigneti ben esposti a circa 500 metri di altezza e il resto bosco alternato a prati stabili fioriti ricchi di biodiversità con una bella vista panoramica su Langhe, Roero e Monferrato a pochi minuti da Canelli (sito UNESCO dal 2014). Il marito Egisto Scaglione, radici contadine ma giovane aitante, affabile, dotato di inventiva, grande appassionato anche di meccanica e motociclette, era anch'egli un ottimo vignaiolo e possedeva lui stesso una bella cantina di famiglia ereditata dal padre Fiorino a Santo Stefano Belbo. Dopo la guerra fin dai primi anni '50 Egisto aveva già intuito l'importanza della qualità nel vino e aveva mandato il figlio primogenito Giancarlo (detto Bruno) alla scuola Enologica di Alba così da farlo diventare Enologo nel 1961. Giancarlo però, avendo sperimentato da bambino la dura vita dei contadini dell'immediato dopo guerra da cui voleva affrancarsi e avendo grandi ambizioni personali, anzichè dedicarsi a tempo pieno con il padre Egisto e il fratello minore Fiorenzo alla tradizione delle due piccole cantine di famiglia, quella materna di Loazzolo e quella paterna di S.Stefano Belbo, preferiva invece innovare e realizzarsi in grandi cantine fin dagli inizi degli anni '60 come la Cantina Sociale di Castagnole Lanze o quella di Cossano Belbo. Deciso a migliorare ancora la propria preparazione, si laureava a pieni voti in Biologia nel 1969, insegnava alla Scuola Enologica di Alba nei primi anni '70, diventava poi Direttore di produzione di casa Gancia, rinverdendo la vecchia amicizia tra famiglie Gancia e Novelli e infine diventava titolare di uno studio associato di consulenze enologiche con l'ottimo collega Enologo Giuliano Noè agli inizi degli anni '80. Nella seconda metà degli anni '80, dopo la morte del padre Egisto e della madre Teresa, suo fratello Fiorenzo ereditava la cantina paterna a Santo Stefano Belbo mentre Giancarlo quella di Loazzolo. Decideva allora di cambiarne il nome da Casa Novelli d'Russ nell'inedito Forteto della Luja. Fin da subito si avvaleva della mia collaborazione, il giovane figlio Giovanni Scaglione. Allora io ero ancora uno studente Liceale ma a breve avrei intrapreso gli studi di Agraria e mia Sorella Silvia gli studi di Amministrazione aziendale. Nel 1988 Luigi Veronelli in visita alla cantina accompagnato dagli amici Giacomo Bologna, Vittorio Gancia e Beppe Orsini, assaggiava l'annata 1985 del nostro Moscato Passito e decideva di impegnarsi per farne una DeCo. Di seguito nel 1992 nascerà la D.O.C. Loazzolo, ancora oggi considerata la più piccola D.O.C. d'Italia e Luigi Veronelli con Carlo Petrini, Giacomo Bologna e Vittorio Gancia verranno insigniti della cittadinanza onoraria a Loazzolo. Dal 1996 il sottoscritto Giovanni e mia sorella Silvia Scaglione subentriamo a nostro padre Giancarlo nella conduzione del Forteto della Luja. Io mi occupo della produzione, Silvia della commercializzazione. Eravamo ancora giovani e non così esperti ma lo stesso anno e per gli anni a venire, il Moscato Passito di Loazzolo, vino di punta dell'azienda consegue molti premi sulle più importanti guide di settore e in breve diventa un punto di riferimento tra i vini da meditazione italiani. Nel 2002, nonostante l'opposizione di alcuni cacciatori locali promuovo una raccolta di firme per l'istituzione di una riserva Naturale Speciale a Loazzolo e comincio a collaborare con il WWF. Nel 2004 installiamo sui tetti dell'azienda il primo impianto fotovoltaico del Piemonte per la produzione di corrente elettrica trifase per alimentare i macchinari di cantina. Dal 2006 converto i miei vigneti alla produzione agricola biologica certificata. Tentando una sintesi tra i dogmi scientifici di mio padre Giancarlo e la tradizione del nonno Egisto e del bisnonno Tommaso che ho anche avuto la fortuna di conoscere, decido comunque di privilegiare tecniche produttive antiche, quasi desuete come le lavorazioni integralmente manuali con l'aiuto di cavalli adatti alle forti pendenze delle vigne non meccanizzabili o la vinificazione con il lievito madre di cantina. Nel 2007 il WWF sceglie i terreni dell'azienda per farne un'Oasi dove è possibile fare passeggiate lungo il "Sentiero natura" e ammirare la fioritura di 21 specie di rarissime orchidee selvatiche e il volo di numerose farfalle. Io vengo nominato Responsabile dell'Oasi e successivamente entro a far parte del Consiglio regionale del WWF Piemonte. Nel 2011 l'associazione Slow Food con l'Università degli studi di Scienze Gastronomiche consegna alla cantina l'attestato di "Sede Didattica". Nel 2016 infine, divento titolare del Forteto della Luja. I vigneti, oggi molto vecchi, alcuni di ottant'anni sono ampiamente vocati alla produzione d'eccellenza e rappresentano una vera sfida al futuro con visitatori da tutto il mondo attirati non soltanto per l'alta qualità dei vini ma anche per gli aspetti naturalistici.

 

Dave Brubeck - Take Five