Tenuta Grillo

Guido Zampaglione


Strada Maranchetti 6

Gamalero (AL)

Tel.0131709176

info@tenutagrillo.it

 

tenutagrillo.it

 

Guido Zampaglione, napoletano è agricoltore, giocatore di rugby e nomade della vigna. Dopo l’esperienza alla Stoppa sui colli piacentini, ha molto viaggiato per trovare il posto giusto dove produrre vini legati al territorio e da lungo invecchiamento, finché è arrivato a Gamalero in Monferrato, su un dolce altopiano caratterizzato da terreni poveri e sabbiosi. La sua scelta da subito è stata di lavorare molto in vigna e poco in cantina, per modificare meno possibile quello che la natura offre di anno in anno.

“Le scorciatoie, tecnologiche o chimiche che siano - afferma - non ci interessano. Abbiamo imparato che nel lungo periodo ci interessano quelle piccole migliorie incrementali che migliorano pian piano lo sviluppo di una tradizione, dai tini chiusi all’utilizzo del vapore per la pulizie. Qui amiamo i vini che ci ricordano e ci parlano dei luoghi di produzione senza il bisogno di dover leggere l’etichetta”. La produzione è basata su basse rese, scrupolosa selezione delle uve, rispetto della natura e delle tradizioni. I vini - molti rossi da lungo invecchiamento - rispecchiano la natura e le caratteristiche del territorio, dei vitigni, dell’annata. Dei 17 ettari coltivati a vigneto, 11 portano uve a bacca nera, barbera, dolcetto, freisa e merlot e 6 uve a bacca bianca, cortese, chardonnay e sauvignon (gli ultimi due per la vendita).

 

e un'altra storia...

 

Siamo a Gamalero su un dolce altopiano del Monferrato, su terreni poveri, sabbiosi, limosi e capaci di ben drenare l’acqua.

Dopo una lunga ricerca, questo è il luogo scelto da Guido Zampaglione e sua moglie Igiea, per produrre vini di carattere e da lungo invecchiamento. Qui è facile amare i vini che ci ricordano e ci parlano dei luoghi di produzione senza il bisogno di dover leggere l’etichetta. La produzione è basata su basse rese, scrupolosa selezione delle uve, rispetto della natura e delle tradizioni. I vini rispecchiano la natura e le caratteristiche del territorio, dei vitigni, dell’annata. 6 ettari sono appannaggio di vitigni a bacca bianca, quali cortese, chardonnay e sauvignon; gli altri 11 destinati a barbera, dolcetto, freisa e merlot. Guido afferma: “Le scorciatoie, tecnologiche o chimiche non ci importano. Abbiamo imparato che nel lungo periodo ci interessano quelle piccole migliorie incrementali che migliorano pian piano lo sviluppo di una tradizione, dai tini chiusi all’utilizzo del vapore per le pulizie. Questo misurato e cortese vignaiolo è nato a Napoli e si è trasferito in Pie- monte, con lo sguardo rivolto a ponente. Agricoltore, come è tradizione dalle terre irpine da dove proviene, ma anche dottore in economia e commercio alla Federico II di Napoli. Specializzazione in Enologia e viticoltura alla Cat- tolica di Piacenza, come era necessario per abbracciare la vera professione e inclinazione, che fin da principio Guido ha mostrato. Infatti già in terra campana era di vitale supporto alla realizzazione di un Fiano con carattere, che ora ha anche inserito come intruso al Nord.

Giocatore di rugby, navigatore, viticultore per passione. Un filo comunque che ha trovato e seguito con la moglie, con la quale ha creato la Cascina Gril- lo. Tutt’attorno la terra e le vigne. Passeggiando tra i filari, Guido afferma “Crediamo in una viticoltura e in una vinificazione che passo dopo passo, vendemmia dopo vendemmia, ci avvicini alla migliore interpretazione dell’an- nata, del vitigno e soprattutto del territorio. Questa difficile scelta alimenta il nostro impegno e la nostra passione”.

Non è un uomo che ha paura delle sfide e nemmeno uno che predilige i percorsi comodi. Tra i fondatori della FIVI, l’ottimismo e la passione fanno trasparire quanto impegno abbia profuso in questi anni. La sua filosofia produttiva la dice lunga a riguardo: ispirata da un amico e maestro del calibro di Giulio Armani, è caratterizzata da una condotta incondizionatamente naturale tra i filari e da pratiche di cantina all’insegna della tradizione e del minimo intervento. Quelli di Tenuta Grillo sono vini autentici, la cui connotazione definitiva è data dalla vocazione all’invecchiamento e all’evoluzione virtuosa della quale Guido cerca di dotarli attraverso il ricorso a macerazioni molto lunghe, a volte interminabili. Una scelta dettata dal desiderio di consentire ai vini di esprimere appieno il loro carattere nel tempo, ma anche dalla consapevolezza delle potenzialità di territorio e vitigni: ne nascono prodotti che potrebbero essere considerati estremi, non fosse che uno dei loro tratti caratterizzanti è dato da una fruibilità sorprendente.

Prima vendemmia datata 2003. Nessuno credeva ai vini che aveva cominciato a realizzare: spesso austeri, talvolta duri e scontrosi, sempre e comunque bisognosi di farsi attendere. Paradigmatico il suo Pecoranera, uvaggio a base Freisa con aggiunte di Dolcetto, Barbera e Merlot; per anni è stato emblematico quanto il suo nome, ma ora ha tutti i numeri per essere considerato un vino importante, un rosso da invecchiamento, dotato di struttura e carattere, ma anche di una morbidezza che va a bilanciare un’acidità assai spinta. Chissà cosa si potrebbe ottenere con una Freisa in purezza, che da queste parti è capace di regalare notevoli sorprese. L’assaggio di una bottiglia privata a casa Zampaglione conforta appieno questa supposizione.

 

Mick Jones // Long Island