Milano, inizio millennio. Un manipolo di enodissidenti decide, su suggerimento di Luigi Veronelli - a cui alcuni di noi erano legati da un rapporto di amicizia e collaborazione - di dare vita a un gruppo allo scopo di promuovere le produzioni contadine e battersi per un sistema commerciale che tuteli l’agricoltore e chi fruisce dei suoi prodotti: è il germe originario di quello che in breve diverrà il progetto Critical Wine. Nel 2009 sulla scorta degli stessi principi e pratiche nasce Officina Enoica. Officina Enoica è un’associazione che sostiene la viticoltura artigiana, naturale e di territorio; si adopera per ridurre la distanza tra chi il vino lo produce e chi lo consuma, attraverso l’inziativa editoriale/ culturale, l’organizzazione di fieree degustazioni, la sperimentazione di modalità di commercializzazione alternative. L’intento è quello di stimolare un consumo critico e consapevole, al fine di contrastare l’omologazione dilagante che rischia di ridurre il vino, bene culturale a tutti gli effetti in quanto testimonianza di varietà ed espressione di territorio, al rango di prodotto seriale e massificato, in una parola industriale. Avendo ben chiara la valenza politica del prodotto vino e la portata dell’attacco in atto in questi anni da parte della viticoltura industriale e della grande distribuzione nei confronti della piccola viticoltura, il collettivo ha scelto di stare al fianco dei produttori contadini e artigianali e di favorire pratiche utili al contrasto della speculazione e dello snaturamento di un prodotto che da sempre è lavoro, socialità e commercio. L’associazione ha dunque fatto proprie - fin dal principio - le teorie e le pratiche del progetto Critical Wine, che considera oggi più che mai attuali e necessarie. Facendo leva sulla forza comunicativa del vino, Officina Enoica lavora per proporre dal basso un modello economico e di relazioni alternativo, basato sulla centralità della terra e della persona e di conseguenza antitetico a quello che ci ha condotti in una crisi dalla quale si stenta a vedere una via d’uscita. Il collettivo di Officina Enoica è composto da persone che rigettano il paradigma liberista e mercantile imperante e si battono per la salvaguardia del bene comune, della piccola produzione, delle economie di territorio, dell’ambiente.

 

Nel sito si trovano storie di vignaioli raccontate da:

 

Giovanni Camocardi, Marco Arturi, Cristiana Pauletti, Ivano Asperti, Marco Della Giustina, Giulia Ausili, Gianluca Murgia, Massimo Acanfora, Epifanio Grasso, Luca Martinelli, Pietro Raitano, Duccio Facchini, Riccardo Cilento, Andrea Matricardi, Maurizio Gily, Fabrizio Gallino, Marilena Barbera.

 

 

Dubioza kolektiv "Himna generacije"